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Maria Bene, guida turistica
[ chi sono? ]
 magyar oldalak
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Carissima Maria, siamo tornati alla normalità quotidiana, tutti al lavoro e alle loro faccende giornaliere, con un bellissimo ricordo nel cuore. Tutti, come hai potuto notare, sono stati entusiasti del tuo lavoro, specialmente io, che, sicuramente, senza il tuo grandissimo aiuto, non sarei riuscito a portare a termine questa splendida vacanza, che per me, è stata la più riuscita di tutte quelle altre che ho organizzato… un abraccio
– Giancarlo (L’Aquila)
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Gentile Maria, volevo ringraziarla per la professionalità e cortesia con cui ci ha fatto scoprire la sua splendida città e respirare un po' della sua storia. Sono stati due giorni intensi di cui ho già nostalgia! La saluto e auguro a lei e a Gloria buone vacanze.
– Cinzia (Milano)
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Care Maria e Nora Non ci siamo piú viste dopo la visita di Martedì ma so che é andato tutto molto bene. Volevo ringraziare voi e le vostre colleghe per la vostra disponibilitá e professionalitá. Cari saluti.
– Silvia (Bologna)
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Ciao Maria! grazie ancora per l'ottima riuscita della nostra gita. Sei stata impeccabile... e molto professionale. Un caro saluto e un abbraccio forte alla "piccola" Gloria.
– Cristina (Treviso)
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Cara Maria, ti mandiamo due nostre foto per farti ricordare di noi e dirti quanto siamo stati bene con te. La città come tu ce l’hai descritta ci è piacuta tanto che forse ci torneremo con una coppia di amici che questa volta non sono potuti venire. Un saluto affettuoso da tutti noi.
– Elisabetta, Morena, Nicoletta, Ruggiero, Saura, Federico (Viterbo)
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Buonasera Signora Maria, sono Umbertina, siamo tornati in Italia, a Trento e ci sembra doveroso ringraziarla ancora per la sua disponibilità, la sua cortesia durante la visita il percorso della visita Pest Monumentale e visita al Parlamento di Budapest effettuata… Grazie ancora e se dovessimo tornare a Budapest, sicuramente ci faremo sentire o se dovessero venire nostri amici daremo volentieri il suo nominativo. Ancora tante grazie, buon lavoro e forse un arrivederci. Saluti.
– Umbertina e il resto della compagnia
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Ciao Maria, volevamo rigraziarti per gli splendidi giorni passati a Budapest!!! Se vieni da queste parti fatti sentire! Tanti saluti a te e a Gloria
– Alessia (Messina)
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Cara Maria, questa nostra solo per comunicarti che siamo rientrati in Italia con un viaggio davvero perfetto... grazie ancora per la gentilezza e la competente professionalità con le quali hai accompagnato la nostra visita a Budapest. Apenna possibile ti invieremo la nostra foto di gruppo scattata ieri al Castello di Godollo…
– Marco (Cuneo)
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Cara Maria, ieri mattina abbiamo visitato il maestoso Parlamento che davvero meritava tutta la nostra attenzione e per questo ti dobbiamo nuovamente ringraziare perchè per noi sarebbe stato molto difficile entrare senza la tua prenotazione in anticipo. Dopo una caesar salad proprio davanti alla statua della principessina e un ultimo giro per le vie centrali siamo rientrate a Milano e ci siamo trovate sommerse da un'ondata di caldo di 30 gradi. Grazie ancora per la tua cortesia e professionalità e un saluto da parte di tutte noi.
– Paola (Milano)
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Febbraio 2012 - Periodo di Carnevale in Ungheria
Il periodo che segue l’epifania e precede la quaresima è il periodo del carnevale. I festeggiamenti di carnevale hanno un’origine molto remota. Risalgono forse alle feste pagane, nel corso delle quali si ricorreva a maschere per allontanare gli spiriti maligni. Lazzi, scherzi e vari riti erano anche intese a rappresentare la fine del vecchio anno agricolo e l’inizio del nuovo. In Ungheria le manifestazioni carnevalesche sono tradizionali, che in questi ultimi anni stanno conoscendo un grande revival - all’insegna di balli, allegria e maschere. Il più antico, il più importante e il più spettacolare carnevale d’Ungheria si svolge a Mohács, cittadina nel sud del Paese, situata sul Danubio. Il Carnevale dei „busò” è una antica festa popolare di origine serba, con maschere terrificanti di significato propiziatorio. Questa festa oggi è diventata anche un’attrazione turistica.
Notevole lo sfondo storico di questa manifestazione, chiamata «busójárás» (o anche poklada). In piazza Kóló si radunano i busó, uomini mascherati che raggiungono la piazza principale di Mohács al colpo del cannone. I gruppi di busó sono divisi secondo la rispettiva «arma» posseduta: il cannone, la ruota del diavolo, il carro, il corno, il trogolo, la barca etc. Con gran frastuono queste maschere festeggiano il carnevale lungo la riva del Danubio e nelle vie adiacenti. Poi, all’imbrunire, tornano sulla piazza principale e, attorno a un gran falò, improvvisano giochi e scherzi per i presenti. La domenica grassa si conclude così. Ma il popolo di Mohàcs festeggia anche il martedì grasso: sulla piazza principale della cittadina si fa un gran rogo e si brucia la bara che simboleggia la stagione invernale. Così si dà anche il benvenuto alla primavera. L’origine di questa festa popolare risale al periodo della dominazione turca. Secondo la leggenda, gli antichi abitanti di Mohács, costretti a ritirarsi nella palude, ad un certo punto si ribellarono: indossarono maschere terrificanti, attraversarono il Danubio e a notte fonda, con strumenti improvvisati, fecero un gran baccano che mise in fuga i turchi. Questo simpatico racconto, però, è privo di qualsiasi fondamento storico. Vero è, piuttosto, che la cittadina di Mohács si liberò dal giogo turco nel 1687 e numerosi serbi si stabilirono in questa zona soltanto dieci anni dopo. Molto probabilmente furono proprio i serbi a introdurre questa usanza derivata dai Balcani, loro terra di origine. In ogni caso, le prime notizie e menzioni del carnevale risalgono alla fine del XVIII secolo.
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